So perfettamente cosa state pensando in questo momento: “Un altro racconto sulla storia di Babbo Natale a Dicembre? Ma che fantasia!” ed effettivamente vi posso anche capire: ci sono momenti dell’anno in cui non si parla di altro.

A Natale del Natale, ad Agosto del caldo e a Novembre dei morti. Stranissimo, vero? Ma quello che mi ha spinto a mettere giù queste poche righe; sì perché cercherò di essere molto sintetico nonostante la vastità dell’argomento; è un senso di ‘confusione’ che mi prende ogni volta che, personalmente, penso a questa figura mitologica con cui tutti i bambini del mondo hanno fatto i conti almeno una volta nella loro vita: Babbo Natale.

Confusione sulle sue origini ma anche e soprattutto su un certo legame con la Coca Cola che non è mai stato chiarito del tutto, almeno nell’immaginario collettivo.

Proveremo a fare luce sul caso così da poter dormire tutti più tranquilli ma vi avverto: ho dovuto operare una selezione spietata sulle informazioni che riporterò, perché non sta bene illudervi di star leggendo un articoletto e poi propinarvi un saggio.

Io ci tengo alla reputazione. Mica sono un politico!

Nonostante il giorno di Natale (a detta di alcuni) sia strettamente connesso alla tradizione cristiana; alcuni studiosi individuano nella tradizione romana una delle figure che ha ispirato quella successiva di Babbo Natale. Nientemeno che Saturno! Dal 17 al 23 Dicembre, infatti, proprio per celebrare il solstizio di inverno, si svolgevano i Saturnali; immaginate questa festa come un momento particolarmente libero e promiscuo, dove si facevano lunghissimi e interminabili banchetti e dove, in un clima orgiastico, ci si scambiavano dei doni per celebrare l’abbondanza di cibo e materie prime avuta durante il corso dell’anno, ci si travestiva e si facevano scherzi di vario tipo.

Che vi ricorda quest’ultima parte? Bravissimi! Il Carnevale! Con l’avvento del cristianesimo, tutto si modificherà e anche la figura di Saturno, ovviamente, sarà sostituita con quella di San Nicola, mentre il Carnevale andrà ad assorbire la parte scherzosa e teatrale dei Saturnali.

Ora, c’è da chiarire un punto: ma chi era ‘sto Nicola? Un vescovo. Un vescovo vissuto nel IV secolo, patrono di marinai, mercanti, farmaciste, avvocati, prostitute, nonché figura di riferimento per mezzo mondo, dalla Russia ad Amsterdam a Bari: le sue ossa sono sparse qui e lì ed ognuno, in tempi diversi, ci ha costruito un chiesa sopra.

E’ proprio nei Paesi Bassi che Sinterklaas, San Nicola, Santa Claus insomma, si celebra e si festeggia il 5 Dicembre, ed è dai Paesi Bassi che ha preso piede il Santa Claus che più o meno tutti conosciamo.

Almeno, sempre che noi si decida di credere a questa versione dei fatti.

Oltre al mondo romano e a quello cristiano, infatti, possiamo percorrere una terza via: quella tedesca.

Ben prima delle conversione al cristianesimo (che prezzemolino!), il folclore germanico ma anche quello inglese raccontavano di un certo Odino, un dio che proprio nel periodo del solstizio invernale teneva delle grandi battute di caccia insieme ad altri dei e ad angeli di vario genere; i bambini lasciavano vicino ai caminetti degli stivali; e qui il riferimento alla Befana è piuttosto chiaro; che riempivano di carote, paglia o zucchero, così che il cavallo del dio, durante la battuta di caccia, avesse sempre a portata di mano qualcosa da mangiare. In cambio, il buon Odino, sostituiva carote e paglia con regali o dolciumi. In seguito, in Belgio e nei Paesi Bassi, questa stessa tradizione è sopravvissuta ma con un protagonista del tutto nuovo; indovinate un po’? Esatto! San Nicola!

Potremmo continuare così all’infinito: altre tradizioni parlano di un demone che rapiva i bambini introducendosi nelle case dalle canne fumarie dei camini, poi intrappolato da San Nicola e costretto, per ripagare e fare ammenda, a circondarsi di elfi e folletti per portare invece doni e leccornie ai bimbi passando, ovviamente, per quella stessa canna fumaria di cui prima si serviva per farli sparire.

Ma la domanda finale, in tutto questo, è: cosa c’entra la Coca Cola con la storia di Babbo Natale?

E soprattutto: c’entra davvero qualcosa o  era un mito a cui avevo creduto solo io?

In realtà, potrebbero essere vere entrambe le cose: da un lato la Coca Cola ha avuto certamente il merito di diffondere e di plasmare l’immagine del vecchio barbuto che tutti noi oggi conosciamo; dall’altro; non ha inventato nulla chenon sia possibile ritrovare in qualche storiella perduta nei meandri delle tradizioni di tutto il mondo. Però non sta bene sminuire il suo lavoro e quindi noi non lo faremo. Nel 1931 il signor Archie Lee richiese, per la pubblicità sulle riviste popolari dell’epoca, un’immagine forte e decisa, che potesse descrivere bene un’idea universalmente riconosciuta come positiva. Cosa c’era di meglio di un uomo paffuto, sorridente, barbuto; dalla pancia importante per esprimere solidità e stabilità con quel tocco di simpatia che non guasta mai?

Poco importa se poi questo vecchietto bevesse una bottiglia di Coca Cola per ritemprarsi dal duro lavoro, insomma; doveva pur essere una pubblicità! C’è però una notizia succulenta che riguarda il colore del cappotto: sul sito italiano della Coca Cola; credevate davvero che tutte queste informazioni le sapessi già?; ci tengono a precisare che il cappotto di Babbo Natale non è rosso perché il colore dell’azienda è il rosso, ma perché già in disegni precedenti era così!

Insomma, ricapitolando: dobbiamo alla Coca l’universalizzazione dell’immagine del caro Babbo così come noi lo conosciamo; in passato, come abbiamo visto, era stato di tutto! Un demone, un vescovo, un dio, un cacciatore, e chissà quante altre cose che non sappiamo o che; come dicevo; non ho potuto includere per mancanza di spazio.

A questo punto, ci vuole una frase carina per concludere il tutto, ammesso che tu, oh caro lettore, sia arrivato con i tuoi occhi fino a qui!

E la frase carina, quella finale, ad effetto, potente, che devi farvi dire: “Carino questo articolo! Carino davvero!” è la cosa più difficile del mondo da trovare. Forse basterebbe augurare a tutti voi buone feste, ma non sarebbe intrigante.

Facciamo così.

Auguro a tutti noi di finire sulle pubblicità della Coca Cola e fare il giro del mondo; essere ricordati a lungo e potrer finalmente avere una grande e tonda pancia senza che nessun nutrizionista rompa più le scatole! Molto meglio, vero?

E adesso ripetiamo tutti insieme: “Carino questo articolo! Carino davvero!”

Luca CasamassimaAutore
Luca è un autore sopra le righe, ironico e dall’umorismo tagliente ma intelligente.
Il suo punto di vista sul sociale, unito alla sua coinvolgente capacità di scrivere e di raccontare, lo ha portato a collaborare con Incomia in modo sempre più assiduo.

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By |2017-08-29T14:09:39+00:00dicembre 13th, 2016|Attualità|Commenti disabilitati su Breve storia di Babbo Natale